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Sciare: regole di base per mantenere in perfetto stato i propri materiali

Sciare: regole di base per mantenere in perfetto stato i propri materiali

Sciare: regole di base per mantenere in perfetto stato i propri materiali

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(a cura di Cristian Balestra - Centro Servizi sci Civetta)

Regole base per una buona conoscenza e mantenimento dei materiali nella pratica dello sci alpino al fine di ottimizzarne l’utilizzo.

Negli ultimi quindici anni lo sci ha avuto cambiamenti enormi, sia nella sua costruzione che nella sua forma geometrica. Questo ha comportato un cambiamento quasi completo nel modo di sciare e pure nella sua manutenzione. Siamo passati da uno sci con forma “dritta” quasi parallela ad uno sci con forme molto curve, i cosiddetti “carving”.

Per spendere due parole, in maniera molto sintetica, come materiali siamo passati da un buon “pezzo di legno” ad una costruzione a “sandwich” con cip elettronici incorporati per variare la flessibilità in tempo reale in base al tipo di sciata.

Nello sci ci sono vari elementi che, se ben conosciuti, permettono di controllare e mantenere un ottimo livello di sciata.

Tre sono di fondamentale importanza e andiamo ora ad elencarli cercando di sintetizzare nel modo più semplice e comprensibile possibile:

LA SOLETTA E L’IMPRONTA

via sullaneve.it

Perché lo sci vada bene oltre ad essere di buona qualità bisogna che abbia la parte che è a contatto diretto con la neve, detta soletta, perfettamente dritta o tecnicamente detta “rettificata”. Nello specifico non deve essere liscia o a specchio perché questo causerebbe l’effetto ventosa con la neve; si procede quindi a fare l’impronta con una macchina a controllo numerico che permette di lavorare con alta precisione fino a centesimi di millimetro.

L’impronta è formata da micro fessure che devono variare in base al tipo di neve e alle temperature. Le forme dell’impronta sono varie, incrociate, a spina di pesce e molte altre, per semplificare la comprensione dell’importanza dell’impronta si può paragonarla al battistrada degli pneumatici: più acqua – più profonda, meno acqua – meno profonda.

L’impronta in conclusione serva a far uscire più velocemente possibile l’acqua che si forma per l’attrito che si produce tra la neve e la soletta.

 

 

LE LAMINE

Con una buona soletta rettificata si può procedere a controllare ed eventualmente cambiare o sistemare l’angolo delle lamine. Rispetto agli sci tradizionali lo sci Carving ha una forma che permette di impostare e controllare la curva in maniera più regolare, pur avendo i suoi punti critici. Uno di questi è che quando la curva viene impostata: si ha come la sensazione che lo sci comandi lo sciatore e non viceversa. Consiglio quindi sempre di capire bene come funziona tecnicamente e di cominciare a provarlo su piste piuttosto facili spostando semplicemente il peso da destra a sinistra e viceversa. Qualche ora di lezione con maestri professionisti è sufficiente per capire e rendere la sciata sicura. Le lamine sullo sci da carving vanno affilate dalla punta alla coda senza toglierne il filo alle estremità come si faceva una volta, proprio per la differenza della forma geometrica. L’angolo della lamina può variare a seconda della capacità di sciata, del tipo di disciplina e del tipo di sci. Esso si ottiene lavorando su due lati: angolo inferiore, che è la parte della lamina che combacia con la soletta e qui il grado può variare da 0,5 a 1, e quello superiore o laterale che può variare da 86° a 90°, 86 è il più aggressivo consigliato solo ad esperti e 90 è per principianti; anche in questo caso è consigliabile affidarsi a persone e laboratori specializzati con macchine a controllo numerico.

 

GLI ATTACCHI

Primo punto in ordine di importanza sono gli attacchi. Già il loro nome ci dice che servono ad “attaccare” lo sciatore agli sci e questo anche se sembra scontato non lo è affatto. Provate a pensare ad una persona alta 190 cm che pesa 90 kg e confrontatela ad un bambino alto un metro che pesa 25 kg. Negli anni gli attacchi sono divenuti molto più sicuri per materiale e tecnologia di sgancio. Se nei punti precedenti dicevo che è consigliabile affidarsi a professionisti in questo caso è quasi obbligatorio perché non è così semplice trovare la formula giusta per effettuare la regolazione “ideale” (il famoso numeretto). Per chiarire un po’ le idee bisogna mettere nell’equazione vari elementi: peso della persona, capacità di sciata, lunghezza dello scafo, età e sesso. Nelle prove viene fatta a banco con lo scarpone inserito tra puntale e talloniera e una volta chiuso devono entrare in tensione le molle dell’attacco. Bisogna verificare che la tensione sia corretta e questo è possibile grazie a degli elementi sugli attacchi che variano sia in base alla marca che al modello.

Ci sono anche in questo caso delle macchine apposite che possono verificare lo sgancio ed il corretto funzionamento dell’attacco stesso.

 

Non resta che augurarvi buona sciata!
Ma se non siete in grado di provvedere autonomamente alla manutenzione dei vostri sttrezzi, vi consigliamo caldamente di fare un salto in uno dei centri servizi presenti anche in valle: mai lesinare sulla vostra sicurezza!